«Questo è il nostro aspetto al giorno uno dell'assunzione quotidiana di barbabietola rossa. Questi siamo noi al giorno cinquanta». La coppia sorride alla telecamera, raggiante, si abbracciano. E sembrano in effetti più magri di trenta chili. I classici testimonial prima-dopo che affollano i feed di TikTok e Instagram. Eppure non lo sono. Non esistono. Non sono persone reali, sono generate dall'intelligenza artificiale, costruite per vendere integratori alimentari a milioni di utenti inconsapevoli.

Avatar vestiti da medici L'ha documentato il New York Times in un'inchiesta pubblicata a luglio, che ha passato al setaccio centinaia di spot pubblicitari sui social network americani trovandovi un sistema di falsificazione su larga scala. Avatar digitali travestiti da medici, «guru della medicina orientale» con diplomi appesi alle pareti di uffici fittizi, pazienti immaginari che raccontano guarigioni miracolose. Il tutto a dieci dollari a video, prodotto in serie. Dietro gran parte di questa produzione c'è la Cina. Il NYT ha intervistato Vivi Yi, amministratrice delegata di un'agenzia di marketing digitale con sede in Cina, che ha spiegato come funziona il meccanismo: i suoi dipendenti guardano serie televisive e film americani per imparare a rendere i contenuti «autentici e locali». Producono circa 1200 video pubblicitari generati dall'IA ogni giorno. I prodotti reclamizzati spaziano dagli integratori alimentari ai giocattoli all'elettronica. Ma è il comparto della salute a preoccupare di più, perché le promesse diventano pericolose: un annuncio mostrava un supplemento a base di erbe che — si affermava — «cura la malattia renale meglio dei farmaci». Un altro garantiva dimagrimenti spettacolari nel giro di poche settimane. Pubblicità del genere sarebbero illegali sulle televisioni americane, ma su internet godono di una zona quasi priva di sorveglianza.