L’accesso sempre più precoce agli smartphone e l’apertura di profili sui social media durante gli anni della scuola primaria e secondaria di primo grado producono conseguenze concrete sul percorso formativo dei ragazzi. A confermarlo con solide evidenze scientifiche è un ampio studio longitudinale condotto da un team di ricerca guidato da Marco Gui dell’Università di Milano-Bicocca e pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour. La ricerca ha preso in esame i dati di oltre cinquemila studenti italiani lungo l’intero arco della loro carriera scolastica, dai 7 fino ai 16 anni di età. I ricercatori hanno incrociato le valutazioni nei test nazionali standardizzati di Italiano, Matematica e Inglese con la storia dettagliata dell’uso dei dispositivi digitali da parte di ciascun alunno.
Per isolare il reale impatto dei social media da altri fattori di influenza, quali il contesto socio-economico familiare o le capacità cognitive pregresse, gli studiosi hanno messo a confronto chi ha aperto il primo profilo personale su piattaforme come TikTok, Instagram o WhatsApp tra la prima e la terza media con i compagni che hanno invece posticipato questo passaggio agli anni delle scuole superiori. “La nostra priorità scientifica è stata neutralizzare l’effetto delle disuguaglianze di partenza, isolando in modo netto ciò che accade all’apprendimento nel momento preciso in cui un ragazzo fa il suo ingresso autonomo nell’ecosistema dei social”, spiega Gui.







