Rischio idraulico, fragilità del territorio, interventi in campo: ne parla Paolo Masetti, presidente del Consorzio Bonifica 3 Medio Valdarno. Dall’alluvione del 2023 tutti hanno capito che la prevenzione è fondamentale. E’ cambiato l’approccio sul campo?

"È cresciuta la consapevolezza su quanto il territorio sia fragile dal punto di vista idraulico. Quello che manca è la certezza sulle risorse: per fare una vera prevenzione e pianificare interventi strutturali di difesa del suolo servirebbe un flusso economico costante. I grandi eventi meteo di novembre 2023 e marzo 2025 lo hanno dimostrato: il Consorzio di Bonifica sa andare ben oltre la manutenzione. È un ente tecnico-operativo capace di individuare le criticità, progettare le soluzioni, cercare i finanziamenti, appaltare i cantieri e dirigere i lavori. Possiamo fare un salto di qualità a patto che arrivino le risorse adeguate. Nel nostro Paese il rapporto tra prevenzione ed emergenza oscilla ancora tra 1 a 4 e 1 a 6. Significa che ogni euro speso in prevenzione permette di risparmiarne tra i 4 e i 6 domani, evitando i costi giganteschi della gestione dell’emergenza e del ripristino dei danni. Ma nella pratica finanziaria e di bilancio dello Stato il rapporto si inverte. Si continua a spendere molto di più per l’emergenza, mentre la prevenzione resta intrappolata in cronici ritardi".