Prato, 2 agosto 2026 – Il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci l’altro giorno a Firenze ha detto: ’Noi italiani siamo fatalisti: siamo bravi a commuoversi davanti alle tragedie, ma dopo qualche giorno dimentichiamo tutto, comprese le lezioni che quelle calamità ci hanno lasciato. La sicurezza va chiesta, ma va anche prodotta’. Pericolo alluvioni «Prevenire i rischi Qui consumo suolo sopra la media» Gaia Checcucci, segretario Autorità Bacino Appennino settentrionale «Piani di protezione civile fondamentali». La lezione del commissario
Segretario dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale Gaia Checcucci, è ancora così o qualcosa piano piano sta cambiando?
“Il Ministro ha posto un tema vero: in Italia troppo spesso la memoria delle calamità dura lo spazio dell’emergenza. Però credo che qualcosa stia cambiando. La consapevolezza è cresciuta anche perché gli eventi estremi sono diventati più frequenti. La sicurezza, come ha detto il Ministro, non si può soltanto chiedere: va prodotta. Significa pianificare prima, usare bene i dati, aggiornare i piani, fare manutenzione, realizzare le opere necessarie e aiutare i cittadini a conoscere il rischio del luogo in cui








