L’arresto di un 38enne di nazionalità marocchina per l’aggressione a un infermiere del Pronto soccorso del Bufalini ha scatenato numerose prese di posizione, dalla solidarietà al lavoratore colpito da un pugno alla condanna per l’autore del gesto, fino alla richiesta di interventi concreti che risolvano il problema della violenza fisica e verbale verso gli operatori della sanità. Cisl Fp Romagna mette in luce che si tratta ormai di un fenomeno strutturale: "I dati diffusi dalla stessa Ausl Romagna lo scorso marzo parlano chiaro: nel 2025 sono state 539 le aggressioni segnalate contro operatori sanitari e socio-sanitari in Romagna, l’8,2% in più rispetto alle 498 del 2024, un incremento superiore alla media regionale. Non possiamo continuare a leggere questi numeri come se fossero fisiologici". Cisl riconosce che l’Ausl ha preso provvedimenti, ma ancora non basta. Si richiedono quindi interventi più incisivi sia sul piano della prevenzione, sia su quello della tutela legale e del supporto psicologico, nonché l’attivazione di un tavolo contrattuale dedicato e permanente. "La solidarietà è doverosa, ma non basta più afferma il segretario Uil Paolo Manzelli – Chiediamo con fermezza misure urgenti, chiare e realmente deterrenti: presenza di sicurezza stabile e dedicata nei Pronto Soccorso e nelle aree più esposte del Bufalini; piena applicazione della normativa recente a tutela del personale sanitario e parasanitario, con procedibilità certa nei confronti di chi aggredisce; un tavolo permanente e operativo tra Ausl Romagna, Prefettura, Forze dell’ordine e organizzazioni sindacali, con impegni verificabili e tempi definiti.