Pubblicato il: 06/08/2026 – 7:00
REGGIO CALABRIA Dieci chili di cocaina diretti nella Capitale e affidati a un corriere guidato a distanza. Un’operazione di narcotraffico studiata nei minimi dettagli, che non si interrompe neppure di fronte a un imprevisto incidente stradale lungo l’arteria verso la Roma. È la cronaca dell’ennesimo affare della droga ricostruito dettagliatamente nelle carte dell’ordinanza emessa dal gip di Reggio Calabria, nell’ambito dell’inchiesta della Dda che mette in luce la regia strategica degli Alvaro di Sinopoli e la pervasività dei suoi esponenti. Al centro della trama c’è Francesco Riitano che, nonostante la detenzione all’interno del carcere di Siracusa, riusciva a gestire contemporaneamente le comunicazioni tra i vari livelli dell’organizzazione attraverso apparati criptati: un triangolo continuo tra Cosimo Damiano Gallace, Francesco Alvaro e l’acquirente finale.
Le direttive dalla cella
La pianificazione del carico parte il 23 febbraio 2021. Dalla propria cella, Riitano fissa le coordinate dell’incontro: «Mi diceva k x caricare e meglio giovedì», inviando l’emissario in Aspromonte: «A snp facciamo», specificando che «si vedono all uscita». Il giorno successivo il detenuto avvisa l’acquirente a Roma dell’imminente spedizione – «Domani sera ti arriva la merce», «Allora 10 ti mando ok?» – e fornisce i dettagli sull’orario: «Calcola k lui carica verso le 13:00; Verso le 19:00 arriva da te». Contemporaneamente vengono impartite le disposizioni esecutive a Francesco Alvaro, il quale a Sinopoli ha in custodia la cocaina. Riitano lo avverte: «Verso le 13:00 viene a caricare dieci domani quello», suggerendo di fare riferimento al profilo Sky Ecc utilizzato da Gallace, in caso di problemi: «Vedete k vi kiama falco». Infine raccomanda di differenziare la merce: «X appuntamento all uscita; Fai due timbri diversi».La mattina del 25 febbraio scattano le manovre sul campo. È Gallace ad avvisare Alvaro che il corriere sta arrivando mentre Alvaro individua il punto esatto d’incontro nel parcheggio adiacente allo svincolo autostradale di Bagnara Calabra. Dopo la conferma del carico («Carica 10 esatto?», «Si dieci»), l’inviato giunge a bordo di un’autovettura scura: «Ha un Mitsubishi nera». Alvaro scorta il corriere al luogo di stoccaggio e poi ne conferma la partenza: «Apposto amico lo accompagno a prendere L autostrada». Dai lettori targa di Sant’Eufemia d’Aspromonte gli investigatori individueranno il veicolo.






