Logoramento. Questa è la parola chiave che utilizza il professor Walter Ricciardi, docente di igiene e medicina preventiva all'Università Cattolica del Sacro Cuore, parlando dei possibili effetti sulla salute di ogni cittadino a medio e lungo termine delle ondate di calore che caratterizzano l'estate 2026.

Ci sono dati e informazioni su ciò che succede giorno per giorno, sugli eccessi di mortalità, sulle segnalazioni dai territori a proposito di possibili decessi per il caldo e sull'aumento di accessi ai pronto soccorso. «Ma è differente il discorso sul conto che si pagherà nei mesi successivi, a medio termine, per questo continuo logoramento. Non esistono ancora studi completi o, meglio, si stanno realizzando. Ma non dobbiamo sottovalutare ciò che sta succedendo» dice il professor Ricciardi.Che avverte: «Queste temperature costantemente molto alte causano uno scompenso, c'è un disequilibrio costante dei valori. E questo va a colpire soprattutto i soggetti più anziani e coloro che hanno delle patologie. Si va ad aggravare un quadro già compromesso. Per questo, dico che gli effetti sulla salute di questi mesi di grande caldo li vediamo oggi nelle loro manifestazioni acute quotidiane, ma li vedremo anche nei mesi successivi».Anche perché non solo le ondate di calore si succedono l'una all'altra senza tregua, ma le temperature restano insolitamente elevate nelle ore notturne, senza concederci un attimo di sollievo. Ricorda il professor Ricciardi: «In questo senso si può parlare di logoramento, perché viene a mancare anche il sollievo durante la notte, durante il sonno».Proprio in queste ore, 80 organizzazioni sanitarie europee pubblicheranno un appello rivolto all'UE. Si tratta di una Dichiarazione Europea su Calore e Salute e si chiedono una serie di misure immediate. Tra l'altro, si invoca un Piano d'azione europeo per il calore e la salute, sostenuto da un fondo di emergenza per l'adattamento, per rafforzare la sorveglianza del calore, i programmi di resilienza comunitaria e rendere a prova di clima gli ospedali, le istituzioni assistenziali, gli asili nido e le scuole.Il sistema degli ospedali, in Italia e in Europa, non è stato costruito per questo tipo di clima. L'iniziativa è stata avviata anche alla luce del primo bilancio di giugno, definito il più caldo di sempre, con un aumento dei morti causati dal caldo.Ma guardando agli effetti a medio termine delle ondate di calore, c'è anche l'altro risvolto della medaglia: pagheremo anche il fatto di avere vissuto tre mesi costantemente con l'aria condizionata accesa (cosa che in passato era impensabile)? Ricciardi: «Certo, possono esserci effetti collaterali, ma bisogna anche prendere atto che in questa fase l'aria condizionata è un salvavita, è un presidio sanitario. I benefici sono maggiori dei possibili elementi negativi».Chi affronta in prima linea la battaglia contro gli effetti delle ondate di calore sono i medici del pronto soccorso. Racconta il dottor Alessandro Riccardi, presidente di Simeu (Società Italiana di Medicina d'Emergenza-Urgenza) e primario del pronto soccorso dell'ospedale di Pietra Ligure: «Per parlare delle conseguenze del caldo che constateremo a medio e lungo termine sulla salute dei cittadini, davvero si entra in un territorio inesplorato e allo stesso tempo molto importante e delicato. Ciò che oggi vediamo è il contingente, ciò che accade ogni giorno, soprattutto nelle grandi città.In linea di massima, i segnali che ci giungono dalle varie regioni ci mostrano un incremento delle richieste di aiuto nei pronto soccorso attorno al 10-15 per cento, con punte più alte ad esempio in Lombardia».