SALBORO (PADOVA) - Gli oltre 2.500 residenti di Salboro si sono ritrovati senza medico di base con un preavviso di una decina di giorni ricevuto tramite sms o messaggio vocale. La situazione è preoccupante. Impossibile per molti reperire un nuovo medico se non molto lontano dal quartiere: un problema che ha creato ampio sconforto nei residenti, soprattutto tra i più anziani. Salboro, dopo che sono stati ridisegnati i Distretti Sanitari, non afferisce più ad Albignasego ma a Padova e ai residenti sono state proposte soluzioni a dir poco difficoltose tanto che i cittadini hanno preparato anche una petizione che verrà consegnata all'Ulss e all'assessore regionale Gino Gerosa. A raccogliere le preoccupazioni il parroco don Cristiano Arduini, il farmacista Piergiorgio Perin e lo stesso medico Francesco Voltan che per decenni si è occupato dei residenti e che giunto alla pensione aveva anche reperito un sostituto ma si è trattato di un rimedio temporaneo.
«La situazione è disastrosa, da una decina di giorni i pazienti non sanno a chi rivolgersi, le difficoltà sono tante in particolare per gli anziani - racconta don Arduini - con il cambio di distretto dobbiamo rivolgerci a Padova e di conseguenza il medico deve essere sul territorio Comunale ma vengono proposti medici all'Arcella o alla Mandria dove risultano posti liberi o qualche altro medico che ha qualche posta sparso in città. Ambulatori lontani e difficilmente raggiungibili per persone che non hanno mezzi propri». Le persone sono pervase da un forte dispiacere per aver perso un medico, come sottolinea il parroco, «di quelli di un tempo che faceva anche visite a domicilio e con il quale c'era un rapporto personale, una persona che si è dedicata alla professione con dedizione e sacrificio».A questo si aggiungono le difficoltà burocratiche e la digitalizzazione che troppi anziani non sanno affrontare e non tutti hanno disposizioni figli o altre persone che possano sopperire. Ai pazienti è stato anche comunicato che dovrebbero recarsi in ambulatorio per ricevere una chiavetta con la loro cartella clinica ma senza altre indicazioni. In questi giorni l'ufficio preposto del distretto di Voltabarozzo è stato preso d'assalto insieme alla farmacia. «Purtroppo i posti a disposizioni sono lontani e le persone da una decina di giorni si rivolgono alla mia farmacia chiedendo aiuto ma ben poco si può fare - afferma Perin - sento molto sconforto e anche qualcuno arrabbiato. La maggior parte degli assistiti sono anziani e sono in grande difficoltà serve una soluzione».








