di
Giuseppina Manin
La musicista spagnola si esibisce al Bolzano Festival Bozen: «Il concerto di Brahms offre infinite possibilità di esplorare le mille sfumature dello strumento»
È nata in Spagna, ha studiato in Germania, vive a Vienna, è di casa a Los Angeles. «Ma il mio amore per la musica ha molto a che fare con l’Italia» svela Maria Dueñas, 23 anni, astro luminoso del violino di casa sulle ribalte internazionali. «Avevo 4 anni quando i miei genitori mi portarono al primo concerto. Davano la Sinfonia Italiana, composta da Mendelssohn sulla scia delle atmosfere di un viaggio nel vostro Paese. Ricordo di essere rimasta seduta per tutto il tempo sull’orlo della sedia, come a voler cogliere ogni vibrazione del suono, che partendo dai piedi risaliva su tutto il mio corpo. È stato qualcosa di potentissimo! E oggi, quasi vent’anni dopo, quei brividi mi accompagnano ancora, e mentre suono spesso mi coglie un improvviso bisogno di piangere. Ecco qual è il potere della musica».
Con gioia quindi Dueñas torna, dopo il debutto del maggio scorso con la Filarmonica della Scala, a esibirsi in Italia. Il 7 agosto al Bolzano Festival Bozen, con la European Union Youth Orchestra diretta da Elim Chan, si confronterà con il Concerto per violino di Brahms. «Non vedo l’ora. Suonare con un’orchestra giovanile come la EUYO è un’esperienza speciale — dice —. Si respira un’energia particolare, tutti i musicisti sono lì perché lo desiderano davvero e questo crea una situazione di grande vitalità. E il concerto di Brahms, così affascinante e tecnicamente impegnativo, offre infinite possibilità di esplorare le mille sfumature del violino».







