La Procura di Trento procede per omicidio colposo sulla morte di Mattia Maestri, il bambino di 13 anni morto dopo aver trascorso gli ultimi nove anni in stato vegetativo irreversibile per aver mangiato, nel 2017, un pezzo di formaggio a latte non pastorizzato contaminato da escherichia coli, in valle di Sole. Il pubblico ministero, Giorgio Bocciarelli, titolare dell'indagine, ha inoltre disposto l'autopsia.

Parallelamente, gli avvocati della famiglia, Paolo Chiariello e Monica Cappello, hanno annunciato che presenteranno una denuncia per omicidio colposo, con l'aggravante della colpa cosciente. Si tratta di una scelta che il padre di Mattia, Giovanni Battista, aveva già annunciato lo scorso anno: "Quando il mio Mattia non ci sarà più, chiederemo di procedere per omicidio colposo", aveva detto. I legali definiscono "martiri" i genitori di Mattia: per dedicarsi al figlio, infatti, il padre, Giovanni Battista, si batte quotidianamente da quasi un decennio per denunciare i rischi esistenti quando si consuma del formaggio a latte crudo. Mentre la madre di Mattia ha lasciato il suo lavoro per accudire il figlio. La famiglia ha anche promosso la pubblicazione del volume "La verità sui pericoli dei formaggi a latte non pastorizzato", che era stato presentato al Senato.