“Sono stufo di vedere clienti che vengono solo per postare la foto” ha spiegato Diego Rossi di Trippa. Lo chef ha tolto le sue iconiche tagliatelle dal menu.

Dire Diego Rossi significa dire tagliatelle burro e parmigiano: è il piatto più famoso dello chef e cofondatore di Trippa, iconico locale milanese, in zona Porta Romana. E fin qui nulla di strano: ci sta avere un cavallo da battaglia, un piatto particolarmente rappresentativo. Altro discorso è se quella portata diventa totalizzante, ben più di un cult, ma unico motivo per giustificare una visita al ristorante, assoluto protagonista sui social. Perché nell'era in cui si vive perennemente online, in cui ciò che non viene postato è come se non fosse mai stato vissuto, è impensabile cenare in un ristorante così celebre e non mettere una foto sui social! Questa prassi, però, ha infastidito Diego Rossi, che si è accorto di quanto fosse una piattaforma a decidere al posto dei clienti: per chi si sedeva al tavolo, era d'obbligo ordinare le tagliatelle perché bisognava pubblicare la foto. È il modo migliore per dire: "Ci sono stato", per affermare "L'ho assaggiato anche io".

Stanco di questa dinamica, lo chef di Trippa ha quindi ben pensato di eliminare le tagliatelle burro e parmigiano dal suo menu. Stessa sorte toccata al vitello tonnato, altro suo piatto cult. Il punto è semplice: oggi si entra in un ristorante non per godersi l'esperienza, non per mangiare e bere bene, ma per postare qualcosa di instagrammabile, si va a caccia dei like, della foto perfetta. E se un locale è famoso per qualcosa, tutto il resto del menu per quanto valido viene ignorato, sacrificato sull'altare di Instagram, perché a vincere è il prestigio del posting, è quanto engagement puoi creare, quanti nuovi follower puoi attrarre. Le tagliatelle di Diego Rossi da Trippa Così Diego Rossi ha comunicato la sua decisione prima attraverso un post su Instagram e poi nel podcast Il bazar atomico, dove ha spiegato: "Sono stufo di vedere clienti che vengono solo per postare la foto dei miei piatti più famosi. Viviamo con la nostra testolina, non con quella degli altri. Due clienti sono entrate da Trippa per mangiare le tagliatelle che avevano visto decine di volte sui social. Quel piatto era finito. Il resto della cena è piaciuto, ma la delusione è rimasta. Lì ho capito una cosa: Instagram non condiziona solo quello che scegliamo. Condiziona il modo in cui viviamo un’esperienza, ancora prima di averla vissuta".