“Nessuna responsabilità da parte della Rai”. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione del fascicolo aperto in seguito all'incidente del 17 dicembre 2024 nella storica sede Rai di Viale Mazzini, quando una perdita d'acqua provocò il rilascio di fibre di amianto in alcune aree dell'edificio. L'inchiesta era coordinata dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio e dal pubblico ministero Fabio Santoni. Secondo quanto emerge dagli accertamenti svolti nel corso delle indagini, il tempestivo intervento dello Spresal della Asl Roma 1 e le misure immediatamente adottate dalla Rai avrebbero consentito di garantire la sicurezza dei lavoratori e delle professionalità ancora operative all'interno dello stabile.

Un ruolo centrale nella gestione dell'emergenza è stato svolto dallo Spresal, coordinato dal dirigente Alessandro Palmeri, considerato tra i maggiori esperti di amianto in Italia. Dopo il guasto, venne immediatamente spento l'impianto di condizionamento per evitare una possibile diffusione delle fibre e prese avvio una complessa attività di verifica e messa in sicurezza. La presenza di amianto nell'edificio era già nota, trattandosi di una struttura costruita in un'epoca in cui il materiale veniva ampiamente impiegato nell'edilizia. Per questo motivo Rai e Asl Roma 1 decisero subito di interdire alcune porzioni ben delimitate del piano terra e del primo piano.