In Russia cresce l'allarme per le cosiddette "vedove nere", donne che ingannano soldati vulnerabili con matrimoni fittizi prima della partenza per il fronte, così da incassare l'indennità di morte prevista per i familiari delle reclute cadute. A rilanciare il fenomeno è un'inchiesta della Cnn, che cita tra i casi più noti quello di un'infermiera accusata di aver sposato cinque militari morenti
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Quando un soldato russo cade in battaglia, i suoi familiari ricevono dall'esercito somme forfettarie che partono da 5 milioni di rubli, circa 64mila dollari. È attorno a questo sussidio che, in Russia, si è sviluppato un fenomeno che funzionari e media statali hanno battezzato "vedove nere": donne che, secondo le accuse, contraggono matrimoni fittizi con uomini vulnerabili prima che vengano inviati al fronte, per poi reclamare il risarcimento in caso di morte, escludendo di fatto gli altri parenti. La vicenda è ricostruita in un'inchiesta della Cnn.
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