Tra il 2022 e il 2025 il governo Meloni ha rilasciato 590.700 permessi di lavoro attraverso il decreto Flussi. Nel 2024 la quota annuale è stata più che raddoppiata rispetto al 2021, perché le richieste delle aziende superavano costantemente la disponibilità. Da quest'anno al 2028 sono previsti altri 497.550 permessi, per un totale che sfiora 1,1 milioni sotto il governo in carica. Il programma italiano, spiega il quotidiano citando esperti del settore, consente ai datori di lavoro di richiedere permessi per lavoratori provenienti da Paesi come Marocco, Egitto e Tunisia: nella pratica, sostengono gli esperti, viene spesso applicato a persone che già risiedono irregolarmente in Italia.Matteo Villa, ricercatore dell'Istituto per gli studi di politica internazionale, ha definito a Ft la misura italiana una "sanatoria mascherata" e la posizione del governo su quella spagnola "certamente ipocrita, perché stiamo facendo la stessa cosa, anche se in modo leggermente diverso". Una parola (“ipocrita”) utilizzata dallo stesso quotidiano nel titolo (“La critica di Italia e Germania contro la sanatoria della Spagna per i migranti è ipocrita”). La differenza, secondo Villa, sarebbe soprattutto retorica: Sánchez ha presentato la regolarizzazione come una scelta etica, Meloni come una necessità economica. Il risultato, in termini di numeri, è simile. Un ragionamento che coinvolge anche il governo del cancelliere Friedrich Merz, il quale ha co-firmato la lettera critica verso la Spagna, ha messo a disposizione tra il 2022 e il 2025 permessi di 18 mesi per circa 90.800 persone in "situazione di tolleranza”, ovvero di stranieri che non possono essere espulsi ma non hanno titolo di soggiorno. La Grecia ha regolarizzato circa 25mila posizioni nel 2024. Il Portogallo, che non ha firmato la lettera, ha concesso lo status legale a 473mila persone negli ultimi anni. Il commissario europeo agli Affari interni Magnus Brunner ha dichiarato di non vedere "un collegamento diretto tra la regolarizzazione e gli episodi di Ceuta", ma ha aggiunto che la misura spagnola "non è un buon segnale per il resto d’Europa". Laetitia Van der Vennet, della Piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti irregolari, ha invece osservato che le regolarizzazioni non portano benefici soltanto ai migranti, ma anche alle istituzioni dei Paesi che le applicano, con più entrate fiscali. "Il fatto che la Spagna lo stia facendo apertamente e con orgoglio è uno dei motivi per cui viene criticata”.
"La critica di Meloni alla sanatoria spagnola è ipocrita": l'analisi del Financial Times dopo la crisi di Ceuta colpisce l'Italia e dà ragione a Pedro Sánchez
Un'analisi pubblicata dal quotidiano economico britannico mette a confronto la posizione italiana con i numeri del decreto Flussi: tra il 2022 e il 2028, il gov











