Dal 3 agosto sono cambiate le regole per chi ristruttura casa. In molti casi, oltre ai lavori di efficientamento energetico, sarà necessario installare anche impianti alimentati da fonti rinnovabili. Le nuove norme, che anticipano in parte gli obiettivi della direttiva europea Case Green, stanno già facendo discutere.

Dal 3 agosto, per molti interventi di riqualificazione degli edifici non basterà più migliorare l'isolamento della casa. In diversi casi servirà anche inserire impianti alimentati da fonti rinnovabili, come pompe di calore, sistemi ibridi o pannelli fotovoltaici. È uno degli effetti del decreto legislativo 5 del 2026, che recepisce la direttiva europea Red III e punta ad aumentare l'utilizzo delle energie rinnovabili anche nel patrimonio edilizio esistente. La novità riguarda tutti i titoli edilizi presentati dal 3 agosto in poi e amplia gli obblighi rispetto a quanto previsto finora.

Cosa cambia per chi deve ristrutturare casa con i nuovi obblighi sulle rinnovabili Fino a oggi gli obblighi di installare impianti alimentati da fonti rinnovabili scattavano soprattutto per gli edifici di nuova costruzione o per interventi molto pesanti, come demolizioni e ricostruzioni oppure ristrutturazioni quasi complete di edifici molto grandi. Con il nuovo decreto il campo si allarga. Le nuove regole coinvolgono anche molte ristrutturazioni di edifici già esistenti, comprese alcune opere molto comuni nei condomini. Uno degli esempi più frequenti è il rifacimento del cappotto termico. Se l'intervento rientra tra quelli previsti dalla norma, non sarà sufficiente migliorare l'isolamento dell'edificio: bisognerà fare in modo che almeno il 15% del fabbisogno energetico previsto per riscaldamento e raffrescamento sia coperto da fonti rinnovabili. In pratica, in molti casi diventerà necessario affiancare lavori come il cappotto a tecnologie come il fotovoltaico, una pompa di calore oppure un sistema ibrido.