Un Teatro diffuso. Luoghi insoliti come, per esempio, il cortile interno di un Palazzo abitato. Per «portare il Teatro dalle persone». Questa è l’ispirazione, dai tempi di Palazzo Calapaj-D'Alcontres. Anzi no. Tutto parte da Forte San Jachiddu, dove un teatro che altrimenti a stento arrivava in città, si presenta al pubblico messinese. Si alternano Emma Dante, Ascanio Celestini, Davide Enia, César Brie. Il forte si illumina in ogni angolo. È il 2008, 5 stagioni, poi dal Forte il Teatro ruzzolla verso il centro città: «Giuseppe Giamboi mi ha proposto di farlo all'interno del Palazzo Calapaj-D'Alcontres, all'inizio mi pareva un luogo troppo piccolo, poi mi ha convinto», spiega Roberto Zorn Bonaventura, che da allora porta il Teatro in luoghi insoliti in città. «Spostandoci in centro abbiamo raggiunto persone che al Forte non sarebbero venute, e poco avvezze al teatro», spiega ancora. Non i luoghi deputati, tra quattro mura, un palcoscenico, e le quinte. Ma luoghi scomodi, senza camerini, dove improvvisare illuminazione e palchi, per portare il Teatro tra la gente.

Stare scomodi per bruciare il rituale stanco dell’andare a Teatro e poi mangiare una pizza, per citare Emma Dante, e fare davvero cultura, è importante?