Da tre anni Fabbricateatro realizza, nell'ambito del progetto "Palcoscenico Catania", un percorso che affonda le proprie radici in oltre trent'anni di ricerca artistica: le "correzioni teatrali dello spazio urbano".
Nata come risposta alla mancanza di una sede teatrale, questa pratica si è trasformata negli anni in una precisa scelta estetica e politica. Il teatro abbandona i luoghi convenzionali per abitare la città, attraversarne gli spazi, dialogare con la vita quotidiana e restituire nuova poesia ai luoghi e alle persone.
"Catania Calling" rappresenta oggi uno degli esiti più maturi di questo percorso. Uno spettacolo difficile da definire perché supera i confini dei linguaggi tradizionali: è teatro, è danza, è performance, ma soprattutto è un'esperienza costruita attraverso la drammaturgia delle azioni fisiche, affidando ai corpi, ai gesti e alle presenze sceniche il compito di raccontare la città contemporanea.
Come racconta il regista Elio Gimbo, lo spettacolo nasce dall'osservazione quotidiana di una Catania in continuo cambiamento, abitata da nuove figure, nuovi movimenti, nuove contraddizioni. Una città nella quale si continua a vivere e a creare bellezza persino "tra le macerie": tra i sacchetti della spazzatura agli angoli delle strade, i cantieri incompiuti, ma anche tra le sorprendenti gestualità e umanità che ogni giorno animano lo spazio urbano.









