Dalle strade ai simboli delle città: nell’epoca delle nuove restrizioni sui blocchi stradali, ecco il nuovo modo di protestare. E ci piace un sacco

@Extinction Rebellion

Da quando occupare una strada può trasformarsi in un reato penale, la protesta climatica ha decisamente cambiato linguaggio, cercando nuovi luoghi simbolici per rendersi visibile.

Se da un lato, infatti, il Decreto Sicurezza ha introdotto nuove sanzioni per il blocco stradale, trasformando in illecito penale alcune forme di protesta che in precedenza erano punite sul piano amministrativo, con pene che possono arrivare fino a due anni di reclusione se il fatto viene commesso da più persone riunite, dall’altro i nostri giovani attivisti stanno sperimentando modalità diverse per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica. E ci riescono.

Non più soltanto cortei e sit-in, ma anche azioni sui simboli delle città, capaci di trasformarsi in immagini destinate a circolare rapidamente sui media e sui social. È in questo contesto che si inserisce l’azione di Extinction Rebellion sulla Mole Antonelliana, il primo posto iconico che salta in mente quando si pensa a Torino, scelta per riportare al centro del dibattito pubblico il legame tra crisi climatica e responsabilità politiche.