MARGHERA (VENEZIA) - Infortunio sul lavoro: a casa almeno fino a sabato. La causa? «Irritazione delle vie aeree conseguente ad esposizione di fumo da incendio verificatosi a Porto Marghera il 31/07», riporta il documento del medico curante. Un operaio di una ditta che ha sede in via del Trifoglio, nello stesso giorno dell'incendio divampato alla Multi Service (con la nube che ha invaso la città) ha accusato le prime difficoltà respiratorie dopo aver portato a termine il suo turno di lavoro. Attesi alcuni giorni in cui ha preferito presentarsi in azienda nonostante la fatica, alla fine non ce l'ha più fatta. Ha preso appuntamento dal medico di base e ieri è scattata l'assenza giustificata dal lavoro. L'uomo che è anche asmatico rimarrà a casa fino a sabato, quando dovrà dare un aggiornamento al medico sul suo stato di salute.
I fatti L'operaio aveva svolto il turno di lavoro serale: aveva cominciato alle 22 e poi staccato all'alba. L'incendio al deposito di ferraglia di Porto Marghera era divampato molte ore prima dell'orario di ingresso ma, in assenza di diverse disposizioni, tutti si erano comunque presentati per timbrare il cartellino. Una volta entrati gli operai si sono resi conto che il fumo aveva invaso quasi tutti i locali. In molti avevano cominciato ad accusare i primi sintomi: mal di testa, mal di stomaco, tosse, difficoltà respiratorie. Alcuni dipendenti che operavano all'esterno si erano anche dovuti fermare, altri avevano continuato con l'utilizzo delle mascherine. Il responsabile era con loro e non aveva ricevuto alcuna disposizione da parte della direzione, così tutto il turno non aveva subito variazioni. Ieri uno di loro ha deciso di presentarsi dal medico. Mostrando i sintomi ancora persistenti di un'intossicazione da fumo, alla fine è scattato l'infortuno.I sindacati «Decine di lavoratori si sono già rivolti a noi per sapere come comportarsi - spiega Daniele Giordano, segretario generale della Cgil di Venezia - Bisogna che tutti vadano dal medico se accusano dei sintomi. Attendere troppo farà sì che il male non sia più riconducibile all'incendio. Noi chiediamo al Comune che si facciano immediatamente dei controlli a tutti i lavoratori. È giusto e doveroso monitorare gli effetti sulla cittadinanza e scongiurare ogni rischio. Tuttavia non ci dobbiamo dimenticare che l'area in cui è capitato il fatto è una zona industriale. Bisogna tutelare in primis i lavoratori dell'area. Loro chiedono risposte a noi, ma non possiamo sapere se o meno ci siano stati rischi dopo quei turni immersi nel fumo. Non era tossico, ma bene non faceva. Alcuni di loro avevano anche patologie, non tutti sono giovani. Pretendiamo un incontro».










