MARGHERA (VENEZIA) - Si partirà con l'accusa di incendio colposo contro ignoti, le analisi dei tecnici potrebbero aggiungervi anche qualche profilo di reato ambientale, a seconda di quello che emergerà dai rilievi sanitari. E non si può neppure escludere che, dopo gli accertamenti in materia di sicurezza sul lavoro, venga contestato qualcosa anche in quel senso. Il rogo che la scorsa settimana - per due giorni - è divampato negli spazi della Multi Service di Marghera ha visto scendere in campo vigili del fuoco e guardia costiera, impegnati a combattere il fuoco e il fumo, poi gli esperti dell'Ulss 3, di Arpav, del nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri, gli ispettori dello Spisal; i risultati di tutti questi controlli sono ora attesi in procura, dove è stata avviata un'indagine per chiarire cause e responsabilità di quanto accaduto tra giovedì e venerdì. Il fascicolo è sulla scrivania del pubblico ministero Francesca Frazzi, ma il caso è seguito da vicino anche dalla procuratrice capo di Venezia, Alessandra Dolci. È possibile che nelle prossime ore, quando sarà definitivamente escluso ogni rischio, scattino anche i primi sequestri, così da provare a fare luce su quello che è effettivamente bruciato per due giorni, in mezzo a cumuli di rifiuti ferrosi.
Incendio di rifiuti a Marghera: aperta un'inchiesta. Dal rogo colposo all'ipotesi di reati ambientali e accertamenti sulla sicurezza
MARGHERA (VENEZIA) - Si partirà con l'accusa di incendio colposo contro ignoti, le analisi dei tecnici potrebbero aggiungervi anche qualche profilo di reato ambientale, a seconda di...










