ROMA, 05 AGO - La campagna per i referendum 2026 conferma una trasformazione profonda del modo in cui gli italiani si informano sulla politica: quando il tema è di rilevanza civica, la televisione recupera centralità, ma il digitale - e in particolare le piattaforme di condivisione video e di social networking - consolida il proprio ruolo di porta d'accesso all'informazione politico-elettorale. È questo il principale elemento che emerge dal Report Agcom "Il consumo di informazione politico-elettorale durante la campagna referendaria 2026", dedicato al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026. Lo studio si basa su un'indagine campionaria realizzata da GfK Italia per l'Autorità, mediante un breve questionario definito dall'Autorità stessa, i cui dati sono stati integrati con quelli della banca dati Sinottica di GfK. A emergere è il ritorno della televisione come primo mezzo di informazione nel contesto referendario: il 58,7% della popolazione l'ha utilizzata per seguire la campagna, contro il 46,2% di Internet. Il risultato segna una netta inversione rispetto al consumo informativo ordinario, nel quale il digitale oramai supera stabilmente la tv. Il passaparola tra familiari e amici assume un peso del 25,1%, raddoppiando rispetto al consumo informativo ordinario. Non trascurabile la quota di cittadini che dichiarano di non essersi informati, pari al 10,7%. Tra i votanti si osserva un ricorso più ampio e diversificato alle fonti informative, con valori elevati sia per la tv sia per Internet. Tra i non votanti, invece, l'accesso all'informazione risulta più limitato e si registra una quota molto più elevata di soggetti che dichiarano di non essersi informati. La tv si conferma trasversale, mentre Internet rappresenta il principale elemento discriminante tra chi ha partecipato al voto e chi si è astenuto, considerato che, tra coloro che hanno votato, l'utilizzo delle fonti digitali per reperire contenuti informativi sul tema referendario è simile al ricorso alla tv. Particolarmente marcate le differenze tra le generazioni: i più giovani privilegiano Internet, mentre con l'aumentare dell'età cresce progressivamente il ricorso alla tv. Anche il titolo di studio incide: all'aumentare del livello di istruzione cresce l'uso di Internet e diminuisce la centralità della tv. Tra i laureati, Internet è la prima fonte informativa (61,5%). Sul piano territoriale, il quadro è omogeneo, con una prevalenza della televisione in tutte le macroaree e un maggior uso di Internet da parte dei residenti al Centro (52,2%) rispetto agli elettori del Nord (44%). I social network e le piattaforme di condivisione video rappresentano il principale punto di ingresso all'informazione politico-elettorale digitale, utilizzati dal 20,4% della popolazione.