Entrare in un negozio, scegliere un capo che ci piace, togliere l’etichetta e indossarlo subito. Quante volte lo facciamo? Quel profumo caratteristico dei vestiti nuovi trasmette una sensazione di freschezza e pulizia che ci fa pensare che il capo sia pronto per essere indossato. In realtà può accadere il contrario. Nei processi produttivi tessili possono essere impiegati diversi composti chimici, tra cui resine, coloranti, formaldeide, agenti antimicrobici e altre sostanze funzionali o estetiche. Poiché un indumento attraversa un lungo percorso, dalla produzione ai trattamenti di finissaggio, fino al confezionamento, allo stoccaggio, al trasporto e alla vendita, piccole quantità di queste sostanze possono rimanere sulle fibre. Nella maggior parte delle persone ciò non comporta problemi, ma nei soggetti più sensibili o predisposti possono contribuire, in alcuni casi, a irritazioni cutanee, arrossamenti, prurito o dermatiti allergiche da contatto. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) stima che fino a 5 milioni di persone in Europa siano già sensibilizzate a sostanze chimiche presenti negli articoli tessili e in cuoio e che si registrino fino a 180.000 nuovi casi ogni anno.
"Non indossate subito i vestiti nuovi senza averli prima lavati: ecco i rischi per la salute: l'allarme degli esperti
Dal fast fashion ai residui chimici sui tessuti: ecco perché il primo lavaggio non va mai saltato








