"Sto girando per feste dell'Unità e tutti mi chiedono di parlare di stipendi, bollette e caro-vita. Invece noi discutiamo di primarie". Matteo Renzi prova a riportare il dibattito nel centrosinistra sui temi, oltre il confronto su delle ipotetiche primarie. In un'intervista a Repubblica, il leader di Italia Viva invita le opposizioni a chiudere rapidamente la discussione sulla scelta del candidato premier. "Ora mettiamoci d'accordo sulle regole: primo turno, secondo turno, terzo turno, ballottaggio, trio con l'arco, come vogliono", afferma Renzi. "L'importante è che il centrosinistra su tre temi – salari, salute e sicurezza – sia credibile. Queste sono le cose su cui si fa la differenza e su cui Meloni ha oggettivamente fallito".Per l'ex presidente del Consiglio, il rischio è che il centrosinistra continui a discutere di dinamiche interne mentre il Paese si confronta con difficoltà ben diverse. Quanto alle primarie, "Se decidiamo che servono, che siano una festa di popolo e non un regolamento di conti. Al centro deve stare la vita degli italiani, non le ambizioni dei singoli leader. Nessuno può dividere un'alleanza che rebus sic stantibus vince le politiche".Nel corso dell'intervista Renzi torna a ribadire il peso della fase politica attuale, anche in ottica futura: "Abbiamo una responsabilità storica. Se ci dividiamo consegniamo a Giorgia Meloni altri 5 anni a Palazzo Chigi e alla destra sovranista 7 anni di Quirinale. Sommati, equivalgono a dire: fine pena mai. Nessuno può consentire questo rischio". Sul tavolo, anche gli equilibri in Europa. Renzi ricorda come nella prossima legislatura l'Italia presiederà il semestre Ue: "Nella prossima, all'inizio del '28, a nuovo governo appena insediato, ci sarà da aprire le trattative per cambiare l'Europa su difesa, unione fiscale, agricoltura e semplificazione". E quindi? "Siccome Vannacci toglierà voti al centrodestra, se noi con riformisti insieme li battiamo: salviamo il Colle e gli equilibri Ue" va avanti nell'intervista a Repubblica. Non resta dunque che "chiudersi a conclave in una stanza e buttare la chiave finché non si decidono due cose: una cornice programmatica che vada bene a tutti e le modalità per scegliere il candidato premier".Il leader di Italia viva non entra nel merito di chi debba guidare la coalizione, ma sottolinea che il confronto deve cambiare tono. "Io penso che entrambi abbiano tutto il diritto di candidarsi, però entrambi hanno anche un dovere: rendere questo dibattito serio, all'altezza della sfida che abbiamo davanti", ché "mandare via Meloni, Salvini e Vannacci vale di più. È l'ora della responsabilità. Di mettere da parte le ripicche e occuparci, insieme, dei problemi degli italiani".Il tutto, senza rinnegare le contrapposizioni del passato. Il riferimento ancora una volta è a Giuseppe Conte. "Il passato ci divide e io rivendico le mie posizioni. Non ho mandato io Salvini al Viminale. Ma ora è tempo di futuro". E aggiunge: "Se vuoi battere Trump in America e Meloni in Italia devi trovare un compromesso. Ormai mi sono ritagliato i panni del vecchio saggio".Respinta l'idea che il suo atteggiamento sia legato al timore di restare fuori dal Parlamento. "Perché penso serva generosità, non egomania", risponde. "Fare il pompiere serve a richiamare gli aspiranti incendiari: qui se si brucia la casa, non si salva nessuno".