Il Consiglio comunale di Catanzaro ha approvato all’unanimità dei presenti la mozione che impegna l’Amministrazione comunale a promuovere la tutela della biodiversità, delle produzioni agricole di qualità e del patrimonio agroalimentare locale, dichiarando Catanzaro territorio libero da OGM e dalle Nuove Tecniche Genomiche (NGT).

Le decisioni delle istituzioni europee

La proposta, presentata dai consiglieri Alberto Carpino e Vincenzo Capellupo, aveva già ottenuto un ampio consenso nella competente Commissione consiliare, dove è stata sostenuta da quindici consiglieri, confermando sin dall’inizio il carattere trasversale dell’iniziativa. Un consenso che si è poi tradotto nell’approvazione unanime da parte del Consiglio comunale. La mozione nasce in un momento particolarmente significativo per il futuro dell’agricoltura europea. Le recenti decisioni delle istituzioni europee sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT) prevedono infatti, per alcune categorie di prodotti ottenuti mediante queste tecniche, una disciplina profondamente diversa rispetto agli OGM tradizionali, con un sostanziale alleggerimento degli obblighi di controllo e con il venir meno dell’obbligo di indicare chiaramente al consumatore finale la presenza di prodotti ottenuti mediante NGT. È proprio questo uno degli aspetti che ha spinto i promotori della mozione a richiamare con forza il principio di precauzione, ritenendo che la trasparenza dell’informazione rappresenti un diritto fondamentale dei cittadini. “La nostra non è una posizione contro la ricerca scientifica o contro l’innovazione – dichiarano i consiglieri Alberto Carpino e Vincenzo Capellupo –. Al contrario, riteniamo che il progresso debba procedere insieme alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e della salute pubblica. Se un consumatore non è posto nelle condizioni di sapere con chiarezza cosa acquista e cosa porta sulla propria tavola, viene meno un principio fondamentale: quello della libertà di scelta. Per questo – proseguono i due consiglieri – abbiamo ritenuto doveroso richiamare il principio di precauzione. Non possiamo permettere che vengano indebolite la tracciabilità e la trasparenza proprio in un settore delicato come quello alimentare. La qualità delle produzioni italiane e calabresi si fonda anche sulla fiducia dei consumatori e sulla possibilità di compiere scelte consapevoli”.