Almeno 50 agenti accusati o sospettati di aver abusato dei lettori automatici di targhe. Michael Steffman aveva interrogato il sistema 600 volte sull'auto dell'ex compagna
Per mesi Marci Bakely ha avuto la sensazione di essere osservata. Che fosse a fare compere, al lavoro o dal medico, arrivava puntuale un messaggio del suo ex compagno, che sembrava sapere sempre dove si trovasse e quali fossero i suoi appuntamenti. Ha installato telecamere di sicurezza intorno a casa, per individuare eventuali occhi indiscreti. Ha portato l'automobile a controllare, per escludere che qualcuno vi avesse nascosto un localizzatore. Non ha trovato nulla, perché non c'era nulla da trovare: l'uomo la seguiva con le telecamere della città.
Il sospetto è diventato certezza nel luglio 2024, quando nel corso di una conversazione l'uomo ha ammesso di usare Flock, una rete di telecamere stradali con sistemi di visione artificiale che registrano le targhe dei veicoli in transito. Non si è tratato però di un semplice abuso informatico, ma di uno strumento di lavoro utilizzato dalla polizia. E l'ex compagno di Bakely era Michael Steffman, capo della polizia di Braselton, cittadina della Georgia nell'area metropolitana di Atlanta.








