Sono cinquanta le pratiche spuntate da un server segreto all’interno di un pc di un ufficio di Modena. Si tratta di pratiche (con tanto di interrogazioni sui profili personali di ignari cittadini) che sono perfettamente coincidenti con le interrogazioni fatte da pubblici ufficiali. Cinquanta nuovi casi al centro dell’inchiesta condotta su una presunta associazione di spioni capaci di mettere in commercio la vera e propria ricchezza del secolo in corso: la vita degli altri. O meglio: le vite degli altri. Inchiesta sui cittadini spiati, il Tribunale del Riesame di Napoli ha di recente confermato le misure cautelari a carico - tra l’altro - di agenti di polizia, esponenti dell’agenzia dell’entrate e di impiegati in campo tributario, oltre a manager nel campo della investigazione privata.

Il retroscena Inchiesta condotta dal pool reati informatici della Procura di Napoli, come è noto ci sono ottanta indagati, sono state chieste e ottenute misure cautelari a carico di 29 soggetti (per dieci è scattato l’arresto). Un blitz interamente confermato, anche alla luce di una serie di atti acquisiti dalla Procura e depositati dinanzi al Riesame. Atti che hanno confermato l’impianto dell’accusa, anche sulla scorta di un elemento di novità: l’acquisizione di una cinquantina di cartelle che erano contenute in un server finito sotto sequestro. Corrispondono alle interrogazioni inoltrate di recente da alcuni dei pubblici ufficiali finiti sotto inchiesta. Chi sono i target? Al momento l’identità delle vittime della attività di spionaggio resta riservata, anche perché è probabile che i target non fossero a conoscenza del fatto di essere finiti in una trama di spionaggio.Fuorigrotta, rapina un orologio di lusso: arrestato dopo una colluttazione con la poliziaMa il dato sembra comunque aver avuto una certa rilevanza sotto il profilo investigativo. Nelle linee generali, parliamo di singoli cittadini ma anche di imprese e gruppi di aziende. Un sistema fondato sulla capacità di accesso - apparentemente legale - alle banche dati di Inps, Agenzia delle Entrate o registri giudiziari, per reperire informazioni riservate dei singoli target. Dati sensibili che poi venivano messi in vendita, commercializzati, resi accessibili al migliore offerente. Un sistema che ha aggredito migliaia di cittadini, ne hanno fatto le spese - in particolare - anche qualche nome noto del mondo dello spettacolo e dello sport (tra cui un cantante del calibro di Alex Britti, la show girl Lori Del Santo, il calciatore Dario Cordaz, ma anche stilisti, manager del settore finanziario e farmaceutico). Il tesoro Ma è chiaro che si tratta di una sorta di pozzo senza fondo, come emerge dagli atti acquisiti e depositati dinanzi al Riesame di Napoli. Al netto delle intercettazioni e dei riscontri documentali che hanno alimentato l’inchiesta nella prima fase di questa vicenda, sono spuntate fuori anche altre cinquanta cartelle. Grazie al lavoro di alcuni tecnici informatici, il match confermerebbe la responsabilità di alcuni soggetti finiti nella prima fase dell’inchiesta. Un fascicolo condotto dai pm Ciro Capasso, Maria Sofia Cozza, Claudio Onorati, Vincenzo Piscitelli, sotto il coordinamento dello stesso procuratore di Napoli Nicola Gratteri. Al centro del fascicolo una sorta di tariffario, in una vicenda che è emersa grazie a una serie di denunce fatte da alcuni cittadini. In particolare, sono stati attestati circa 730mila accessi abusivi in due anni.Tentata rapina a Fuorigrotta, spunta un video: «Prendi la pistola, prendigli l'orologio»Una volta finiti dinanzi al gip, gli indagati - a partire dai pubblici ufficiali - hanno provato a replicare alle accuse, sostenendo di aver agito sempre per motivi di servizio. È il caso di due poliziotti, entrambi finiti ai domiciliari: parliamo di Piermassimo Capasso e Alfonso Auletta (le cui credenziali sono state usate per accessi massivi). Indagine nata nel 2020, quando un cittadino dinanzi al Tribunale di Cuneo - nel corso di una causa di divorzio - si accorge che i propri dati (a proposito delle indennità pagate ai propri dipendenti) vengono usate dalla controparte: parliamo di informazioni ottenute grazie a solidi contatti nei punti chiave che spalancano le porte della privacy dei cittadini.