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La realizzazione del "Villagio Campisi" in località Gabella, a Crotone, ha stravolto «la vocazione urbanistica dell'area». Il perché? Da un lato è stata trasformata la zona destinata «ad attrezzature turistiche leggere in un insediamento residenziale stabile».
Dall'altro ci sono stati il «frazionamento catastale» del sito e la «successiva» vendita «delle singole unità immobiliari». Si possono riassumere così le ragioni che il 2 aprile scorso hanno portato il Tribunale di Crotone a condannare, per lottizzazione abusiva, i due autori dei 74 immobili ed a disporre la confisca degli stessi. Come si ricorderà, 8 mesi di carcere sono toccati ad Antonio Campisi, di 84 anni, il legale rappresentante delle società "G.S.C. Global Service Construction s.r.l.", committente dei lavori, e "Campisi Antonio & C. s.r.l.", esecutrice degli interventi, e 5 mesi e 10 giorni di reclusione (pena sospesa) al figlio 49enne Luigi, l'altro legale rappresentante della "G.S.C. Global Service Construction s.r.l.".
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