Una "casa del quartiere" dove ospitare attività e iniziative rivolte a chi abita il territorio, dalle famiglie ai giovani e alle persone più anziane. In poche parole, una “casa di tutti”. È questa la visione della Città per l'immobile di corso Regina Margherita 47, a più di sette mesi dallo sgombero del centro sociale Askatasuna e dal fallimento della coprogettazione all'interno del regolamento sui beni comuni, con cui la giunta Lo Russo aveva provato a regolarizzare lo spazio. Adesso invece il Comune ha deciso di avviare l'iter per raccogliere le manifestazioni d'interesse da parte di associazioni, enti del Terzo settore o persone fisiche. Un passaggio preliminare, per capire chi voglia farsi carico della riqualificazione dello stabile e della sua gestione.

No a vendita e usi commerciali del palazzo Il passo formale è stato fatto ieri dalla giunta, che ha approvato una delibera della vicesindaca con delega al Patrimonio, Michela Favaro. In primo luogo è stato dato un indirizzo politico: sono escluse la vendita o la destinazione commerciale dello stabile, che continuerà a mantenere una vocazione sociale. «L'immobile si caratterizza per uno stretto legame con il territorio e la volontà dell’amministrazione è di restituirlo alla comunità – spiega Favaro – La sua posizione, adiacente alla scuola dell’Infanzia e Primaria Gianni Rodari e vicino alla sede universitaria di Palazzo Nuovo, lo rendono un potenziale punto di riferimento per famiglie, giovani, studenti e per gli abitanti del borgo».