Sembra abbandonata, ma non lo è. Dietro quei cancelloni arrugginiti, bloccati solo da lucchetti di fortuna quasi sgretolati e interni vuoti (solo all’apparenza) con pareti che cadono a pezzi, c’è un mondo. Fatto di persone che, scavalcando muretti, grate e accessi forzati, vivono in quello scheletro che ormai è l’ex caserma Stamoto. Un’area di più di 130 mila metri quadrati tra le vie del Parco, Castelmerlo e Felsina, che conta 29 edifici. Rifugio non solo per chi un tetto sopra la testa non ce l’ha, ma anche per molti altri che usano quegli spazi come sede di smercio per lo spaccio.

A documentare le cessioni sono i residenti di diversi condomini del triangolo di strade che si affacciano sull’area dismessa e lo scenario è sempre lo stesso: in via del Parco, le auto o le biciclette arrivano fino alla fine della via, ai confini con la ferrovia. Lì c’è qualche gradino che conduce a uno stabile, il civico 12. Sotto quelle scale, un grande cancello fa da ’cassa’, alla quale i clienti portano i soldi e i pusher, da dentro, consegnano le dosi. Una specie di spaccio ’take away’, in cui lo smercio dura pochi secondi dopo i quali gli ’addetti ai lavori’ tornano nelle retrovie della caserma. Scene che si replicano più volte al giorno, da mattina a sera, pure nei festivi.