HomeModenaCronacaMorto in cella, chiesta l’archiviazione: "Non ci furono responsabilità da parte di sanitari e psicologo"Secondo il perito della procura il decesso non è riconducibile a una intossicazione da farmaci. Emerge una patologia polmonare, in ogni caso il rischio di suicidio non è ’prevedibile’ con certezza.Secondo il perito della procura il decesso non è riconducibile a una intossicazione da farmaci. Emerge una patologia polmonare, in ogni caso il rischio di suicidio non è ’prevedibile’ con certezza.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNon morì per intossicazione acuta da farmaci, dunque non si può parlare di suicidio. Il decesso rappresenta un evento ’concretamente imprevedibile’.

E’ a queste conclusioni che è giunto il perito incaricato dalla procura di effettuare gli accertamenti medico legali sulla salma del 27enne Mohamed Doubali, trovato senza vita lo scorso 3 febbraio all’interno della sua cella nel carcere Sant’Anna.

Infatti, proprio per far luce sulle cause della morte del giovane, la procura aveva aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di omicidio colposo, indagando tre sanitari del penitenziario tra cui un psicologo.

A quanto pare, infatti, il ragazzo – detenuto per reati quali lesioni e rapina – aveva manifestato problemi psichiatrici ed era in cura. Ora la procura, a fronte della perizia depositata dal consulente, che esclude di fatto si sia trattato di un gesto autolesionistico della vittima, ha chiesto l’archiviazione del fascicolo. La morte di Doubali era successiva ad altri decessi nel penitenziario modenese, due dei quali pare fossero riconducibili a gesti volontari. Inoltre il 27enne aveva già tentato il suicidio in passato e l’ipotesi era quella che avesse ingurgitato diversi farmaci al fine di togliersi la vita. Gli esami tossicologici, però, avrebbero escluso una intossicazione acuta da farmaci ma sarebbe emerso invece un quadro di edema polmonare acuto.