PORDENONE - È stata un'insufficienza multiorgano, forse collegata a un'eccessiva assunzione farmaci, a provocare la morte dell'87enne di San Quirino deceduta il 16 luglio, il cui fisico è risultato fosse fortemente debilitato. È quanto emerso dall'autopsia eseguita oggi dal medico legale, Antonello Cirnelli, e dall'altro consulente della Procura, l'anestesista Carlo Sorbara.
L'autopsia L'esame, comunque, non chiude l'inchiesta della Procura di Pordenone, che dovrà ricostruire quanto accaduto nell'ultimo mese di vita dell'anziana per verificare, appunto, le cure che le sono state assegnate e chiarire perché il medico di base abbia effettuato una sola visita domiciliare. Il sospetto del pm è che il decesso sia avvenuto per un'eccessiva assunzione di antidolorifici somministrati dal figlio all'anziana, di 66 anni, a che il medico di medicina generale, di 61, non abbia vigilato adeguatamente. Entrambi sono indagati per il reato di omicidio colposo. Gli investigatori dovranno inoltre accertare se il figlio abbia fornito al sanitario informazioni complete sull'evoluzione della patologia della madre. Prima dell'autopsia, il difensore del medico aveva chiesto lo svolgimento di un incidente probatorio, sostenendo di essere stato nominato soltanto ieri e di non aver potuto designare un consulente di parte. Il pm ha però disposto l'immediata esecuzione dell'esame, sulla base della relazione di Cirnelli, ritenendo che un rinvio avrebbe comportato un'alterazione della salma.







