HomeRavennaCronacaSuicida in carcere a 23 anni. Psichiatra abbassò il rischio: assolto. La difesa: tragedia non prevedibileUn medico 67enne era a processo per omicidio colposo in relazione al decesso di Giuseppe Defilippo. Per il giudice "il fatto non sussiste". L’amarezza della madre: "Molte coscienze dovrebbero interrogarsi".Un medico 67enne era a processo per omicidio colposo in relazione al decesso di Giuseppe Defilippo. Per il giudice "il fatto non sussiste". L’amarezza della madre: "Molte coscienze dovrebbero interrogarsi".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Ci sono molte coscienze che dovrebbero interrogarsi: chi ha riferito fatti non veritieri, chi ha svolto le proprie mansioni con leggerezza invece che con la competenza richiesta. La salute mentale non è un dettaglio, è un abisso in cui troppi giovani oggi sono lasciati allo sbaraglio. La domanda che rivolgo a chiunque possa ascoltare è: cosa non sta funzionando? Non possiamo continuare a chiudere gli occhi davanti a chi chiede aiuto". È il commento amaro di Elisabetta Corradino dopo la sentenza con cui il giudice Michele Spina ha assolto "perché il fatto non sussiste" lo psichiatra del carcere di Ravenna, imputato per omicidio colposo in relazione al suicidio del figlio, Giuseppe Defilippo, morto a 23 anni il 16 settembre 2019 nella sua cella della casa circondariale. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. I genitori (nella foto), che avevano fatto riaprire le indagini sulla morte del figlio dopo un’iniziale archiviazione del caso, erano parte civile al processo con gli avvocati Marco Catalano e Marco Martines.