Un anno di dolore sordo, di profonda rabbia per una tragedia assurda, ma anche di immensa solidarietà ed affetto condiviso. A dodici mesi dalla scomparsa di Gianni Trappolini, tra le vittime della strage del 4 agosto in A1, la moglie Laura Mucciarini e la figlia Elena raccontano la fatica di ricominciare e il valore inestimabile di una comunità intera che non le ha mai lasciate sole in questo lungo cammino.

"L’inferno è dire poco. Il ricordo di Gianni è ancora vivo", spiega Laura Mucciarini con commozione. "Si deve andare avanti per cercare che altre persone non si ritrovino nella nostra stessa situazione. È brutto perdere una persona cara da un minuto all’altro per cosa? Per un video su TikTok. La sentenza è stata uno schiaffo – aggiunge amareggiata la donna – Ce l’hanno ammazzato un’altra volta. Se avessero dato una pena più esemplare forse si sarebbe scosso il mondo del trasporto: un autotreno è un’arma e se guidi guardando il telefono guidi a occhi bendati". In questo dramma, però, la vicinanza umana è stata fondamentale: "La cosa più bella è stata la solidarietà. La Misericordia ci è stata e ci sta accanto tuttora: basta alzare un dito e corrono tutti. Tutto il paese ci è stato vicino".