Si chiude con conti in miglioramento il primo semestre 2026 della Banca di Imola. Il consiglio di amministrazione dell’istituto di credito, presieduto da Giovanni Tamburini, ha approvato il bilancio al 30 giugno, che evidenzia un aumento sia dell’utile lordo sia di quello netto, confermando al tempo stesso una solida patrimonializzazione.

Nei primi sei mesi dell’anno l’utile lordo ha raggiunto i 9,353 milioni di euro, in crescita del 10,48% rispetto agli 8,466 milioni registrati nello stesso periodo del 2025. L’utile netto si è attestato invece a 5,97 milioni di euro, con un incremento del 6,91%.

Tra gli indicatori più significativi figura il livello di solidità patrimoniale: il Cet1 Ratio e il Total Capital Ratio si attestano entrambi al 37,63%. Si tratta di parametri che misurano la capacità della banca di assorbire eventuali perdite facendo leva sul proprio patrimonio. Anche la qualità del credito resta elevata: i crediti deteriorati netti rappresentano infatti appena lo 0,77% degli impieghi complessivi, un valore che indica un’incidenza molto contenuta dei prestiti problematici.

Sostanzialmente stabile la raccolta globale, pari a 4,082 miliardi di euro (-0,38%). Di questi, 1,479 miliardi sono costituiti dalla raccolta diretta, cioè depositi e conti correnti affidati direttamente dai clienti alla banca, mentre 2,603 miliardi fanno riferimento alla raccolta indiretta, composta soprattutto da risparmi investiti in strumenti finanziari e gestioni patrimoniali.