Negli ultimi anni l’Intelligenza Artificiale è diventata uno dei temi più presenti nel dibattito pubblico. Ma come si stanno rapportando a questa rivoluzione i nordestini? Le analisi curate da Demos per Il Gazzettino offrono una fotografia di un fenomeno che attraversa la società tra familiarità crescente, timori diffusi ed esperienze concrete. Secondo i dati dell’Osservatorio sul Nordest, rispetto a tre anni fa la conoscenza dell’IA registra un salto di qualità significativo. Se nel 2023 era il 18% dei nordestini ad affermare di sapere perfettamente di cosa si trattasse, oggi la quota sale al 29% (+11 punti percentuali). La maggioranza (relativa, 44%) dichiara di conoscerla solo in generale, mentre si riduce chi ne ha solo sentito parlare (dal 24% al 19%) e chi ammette di non saperne nulla (dall’11% all’8%). Nonostante questa crescente familiarità, il clima sembra contrassegnato da un aumento dei timori: oggi, i sentimenti più frequenti verso l’IA sono di paura o preoccupazione (32%, +18 punti percentuali rispetto al 2023). Al secondo posto, troviamo l’idea che l’IA sia più opportunità o speranza (26%, sostanzialmente stabile rispetto al 2023), mentre la curiosità scende dal 27% di tre anni fa all’attuale 22%. L’indifferenza si ferma al 9% e la percezione di minaccia o l’odio si attestano al 7% (rispettivamente, -5 e -3 punti percentuali rispetto al 2023). Oltre la dimensione emotiva, c’è poi l’esperienza diretta, e negli ultimi 12 mesi l’IA sembra essersi fatta molta strada nella vita privata e professionale dei nordestini. Oggi, il 38% dichiara di usarla tutte le settimane, mentre è il 22% a farlo più raramente: rispetto all’anno scorso, la crescita è pari rispettivamente a +8 e +2 punti percentuali. Al contrario, sembra essersi ridotta la platea di chi sostiene di non averla mai usata: è poco più di uno su tre (35%) a essere in questa condizione, in netto calo rispetto al 47% registrato solo un anno fa, mentre il 4% non sa dire con certezza se l’ha usata.