Il Bari e Giuseppe Sibilli verso la rottura. E in fondo non è nemmeno una sorpresa. Perché nel calcio, parole, sentimenti e persino promesse volano via come il vento. E, nonostante il comprensibile gioco delle parti, la realtà è solo una: ovvero, la distanza al momento incolmabile tra l'offerta biancorossa per prolungare il contratto del 30enne fantasista attualmente in scadenza al 30 giugno 2027 e le richieste dell'entourage del calciatore. Ma c'è di più. Perché la serie B è un oggettivo richiamo: e probabilmente mantenere la categoria e ricominciare altrove è una scelta molto più comoda rispetto a ripresentarsi a Bari, con i riflettori inevitabilmente puntati addosso e l' obbligo di vincere a tutti i costi.
BOTTA E RISPOSTA Parti lontanissime, dunque. Lo strappo definitivo è dietro l’angolo. Ma è doveroso un passo indietro per ricostruire una vicenda che affonda le sue radici allo scorso ottobre. Ovvero, quando diventò ufficiale il patteggiamento del calciatore con la procura federale per stabilire la squalifica di otto mesi per scommesse sportive su piattaforme illegali. Il Bari all'epoca ha mantenuto il calciatore tra i ranghi, utilizzandolo praticamente fino alla data dello stop. Sibilli dal canto suo ha rinunciato quasi del tutto al suo compenso. La sua assenza a tutti gli effetti è risultata determinate, trattandosi di un calciatore che, pur non trovando mai la necessaria continuità, possiede comunque doti indubbie e due anni fa, in un' altra stagione tribolatissima, risultò determinante con undici reti pesanti per acciuffare il playout e vincerlo con la Ternana. Quando tra estate e inizio autunno è esploso il caso Sibilli, il Bari era già in pieno dramma: la squadra perdeva una gara dietro l'altra e la sua vicenda passò inevitabilmente in secondo piano. La società comunque lo tutelò da una rischiosa esposizione mediatica e, nel frangente di reciproca difficoltà, il ragazzo si impegnò alla massima disponibilità nel futuro rapporto con il club. Il Bari avrebbe voluto tenere Sibilli: non a caso, il direttore generale Pierpaolo Marino, nel giorno della sua presentazione, ha espressamente parlato soltanto di lui rispetto ai calciatori sotto contratto. È pur vero che il club ha posto una base di rinnovo del vincolo probabilmente al di sotto delle aspettative del giocatore: alcuni tra i nuovi arrivi (su tutti gli attaccanti Guido Gomez e Karlo Butic) percepirebbero più di Sibilli. Che però viene pure sempre da quasi un anno di inattività. L'agente del trequartista campano, Claudio Parlato, ha esplicitamente definito «insanabile» il rapporto con la società, «irrispettosa» la proposta economica ricevuta e addirittura «offensivo» il dialogo intercorso con il direttore generale Marino che avrebbe paragonato l’attaccante napoletano al «calciatore più odiato dalla piazza» (un riferimento ad Andrea Masiello, anch’egli travolto dal ciclone scommesse con effetti ancora più disastrosi?). Pronta è arrivata la replica del club, con la presa di posizione di Pierplaolo Marino: «Le dichiarazioni dell’agente di Sibilli mi stupiscono fortemente in quanto inopportune, non veritiere e anche oggetto di una incomprensibile strumentalizzazione. Comunque continuerò a tenere, esclusivamente con Sibilli, un comportamento professionale e cordiale come quello avuto nell’ultimo incontro richiestomi dal calciatore nella giornata di lunedì».







