MESTRE - Per un po’ quella vista dall’alto, quasi a 360 gradi, su Mestre, Marghera e verso Venezia, ce la dovremo tutti scordare. Il 31 luglio, in silenzio e a sorpresa, hanno chiuso in un colpo solo il cocktail bar Blind Spot e l’Aki Restaurant, che aveva recentemente conquistato una “Bacchetta” del Gambero Rosso (entrando quest’anno nella prestigiosa guida dedicata ai migliori ristoranti di sushi in Italia), cioé il doppio locale al diciottesimo e diciannovesimo piano dell’Hybrid Tower tra via Torino e Corso del Popolo. Uno smacco per uno dei posti più “in” della città, ma anche una conferma dopo l’addio delle precedenti gestioni, e il motivo è sempre quello: conti che non tornano e spese di gestione altissime. Forse perfino più degli 81 metri del grattacielo più alto della città.
LA STORIA Inaugurata alla fine del 2016, l’Hybrid tower in meno di dieci anni ha visto passare di mano già per tre volte il super-locale che, negli ultimi mesi, aveva ospitato importanti incontri con personaggi dello spettacolo, della letteratura e politici, tra cui nel novembre 2025 quello che venne definito il “patto del sushi" tra Luca Zaia e i governatori leghisti Massimiliano Fedriga (Friuli-Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia) e Maurizio Fugatti (Trentino-Alto Adige). Dopo la prima gestione durata un paio d’anni del Blind Spot, nel febbraio 2019 Aki e cocktail bar passano a F&de Group, società di gestione legata anche allo storico Caffè Pedrocchi di Padova, ma poi si cambia ancora con l’arrivo di Giorgio Pashuku che ha tenuto duro fino a cinque giorni fa, allargando l’offerta gastronomica anche con un’ottima pizzeria e la cucina tradizionale veneta.Nel frattempo, nel 2023, entra in scena il Gruppo Borgosesia che acquista per 17,5 milioni di euro l’intera Hybrid Tower con la sua superficie commerciale di circa seimila metri quadri, tra ristorante, uffici, un centro medico, 38 appartamenti di varie metrature completamente arredati pensati per il mercato delle locazioni brevi, prevalentemente turistiche. Una torre che viene messa “a reddito”, con una particolare attenzione agli affitti che, su base annua, rendono fra 1,3 e 1,6 milioni di euro. E una parte di questi introiti arrivano ovviamente dalla locazione super ristorante, unico in città, stimati in oltre 200mila euro sempre su base annua. LA RESA Pashuku, che da 26 anni è nel settore della ristorazione e gestisce locali anche in via Ca’ Marcello, Mira e Venezia, deve dunque fare i conti con uscite (tante, perché vanno sommate anche le spese condominiali e i i costi del personale, tra 10 e 12 dipendenti) e le entrate (evidentemente insufficienti, se ha deciso di gettare la spugna). E a questo punto le versioni sono diametralmente opposte: se per il ristoratore la proprietà avrebbe deciso di aumentare l’affitto dei locali con un contratto per i prossimi nove anni giudicato insostenibile, dagli ambienti della proprietà trapela qualche ritardo - se non veri e propri “buchi” - nel versamento regolare degli affitti nell’ultimo periodo. Il risultato comunque è stato quello di un accordo economico tra l’ex titolare di Aki-Blind Spot e la proprietà dell’Hybrid tower, con l’uscita di Giorgio Pashuku a fine luglio.Aumentare l’offerta gastronomica non è stata dunque sufficiente a garantire una stabilità economica al locale che, tra i giovani mestrini e veneziani, eè stato in questi anni gettonatissimo sia per le feste di diciottesimo compleanno come per quelle di laurea. Anche se la chiusura è freschissima, non ci sarebbero ancora candidati pronti a rilevare Aki e Blind Spot: per salire e vedere nuovamente la città dall’alto, appunto, ci sarà da attendere parecchio.








