MESTRE - Appiccicato alla vetrina c'è ancora il cartello di ferie fino al 10 novembre e tutto è rimasto come l'ultimo giorno di lavoro a fine estate: le sedie con le zampe all'insù sui tavolini del plateatico e la posta di questi mesi incastrata nelle maniglie di ingresso. A rendere l'angolo ancor più malinconico la coltre di foglie autunnali un po' ovunque che nessuno è mai andato a spazzar via. Il Grand Central, ribattezzato Gran Piave nella gestione bengalese, ha chiuso definitivamente.

Il locale su piazzale Olivotti, all'inizio di via Piave, non ce l'ha fatta a superare nemmeno l'anno di vita. Ci hanno sperato in molti che potesse decollare, a partire dall'amministrazione che lo scorso 10 gennaio aveva partecipato all'inaugurazione: presenti il sindaco Luigi Brugnaro, gli assessori comunali Simone Venturini, Sebastiano Costalonga, Laura Besio e il senatore Raffaele Speranzon. Fin da subito si è parlato di una sfida bengalese grazie alla nuova gestione della società "Masha" che aveva preso in affitto i locali dalla Grand Central Srl di Dal Poz.

«Peccato - dice l'assessore a Commercio e Attività produttive Sebastiano Costalonga - è importante che quell'angolo di città rimanga in vita». Partendo dal presupposto che più attività positive si fanno in via Piave e più si tengono lontani tossici e spacciatori. «Eravamo andati all'inaugurazione per far sentire la nostra presenza ai nuovi gestori - spiega - purtroppo non sono riusciti ad intercettare la clientela». In realtà la comunità bengalese ha fatto feste, eventi e anche matrimoni nel locale all'inizio di via Piave, a mancare però erano i clienti di tutti i giorni. Quindi, con Tari e affitto da migliaia di euro al mese, non hanno retto. Il titolare Shahadat Hossain, che a settembre aveva garantito che non c'erano problemi - «il personale ha ferie da smaltire il 16 ottobre riapriamo» -, ora preferisce non parlare.