MESTRE - C’è il piano interrato con il supermercato Pam che alza la media degli spazi occupati, ma il "bicchiere" di Ca' Mestre (l'ex centro Le Barche), dall'ingresso fino al sesto piano di Feltrinelli, è mestamente mezzo vuoto. La drastica riduzione di Coin - dove i dipendenti attendono a giorni novità sulla cassa integrazione chiesta dall’azienda - e il dimezzamento della libreria Feltrinelli sono una nuova ferita sulla pelle della storica galleria commerciale del centro di Mestre. E se in piazza Ferretto ci si lecca le ferite per le vetrine spente dei negozi sfitti (ormai oltre un terzo del totale), qui i “sopravvissuti” assistono con gli occhi sbarrati ad una smobilitazione che non invoglia di certo i clienti a fare acquisti o, perfino, ad entrare, visto che al pianterreno sono rimasti una gioielleria, un ottico e la profumeria di Coin che, con il taglio delle superfici di vendita, è stata ridotta a poco più di un corridoio.
«Vi prego, non scrivete “male”. Dateci un po’ di fiducia, perché qui è davvero dura». Tra le saracinesche abbassate, i teloni o le pareti in cartongesso tirate su per mascherare gli spazi rimasti vuoti, la richiesta di alcune commesse assume il tono di una supplica. Ma il quadro è impressionante: dopo il piano terra occupato a metà (non si riesce ad affittare neanche il negozio con la vetrina sulla strada), al primo e al secondo piano c’è Coin che, in quest’ultimo livello, è già stato ridotto a metà; quindi al terzo piano si trova OVS e mezza superficie vuota, nessun negozio al quarto (c’è solo la mostra dei Lego) e, finalmente, tutto il quinto è occupato da Cisalfa; infine, al sesto, si sta rivoluzionando Feltrinelli per portare la libreria solo sul versante dove si trovava il bistrot chiuso due mesi fa. Del ristorante nell’altra metà (dove ora c’è provvisoriamente la libreria) proprio non se ne parla. «Abbiamo sentito di ipotetici arrivi di una palestra e di uno studio dentistico - riprendono alcune operatrici dei negozi di Ca’ Mestre -, ma sono solo voci. E comunque chi va a fare sport o a curarsi i denti, poi non ha certo voglia o tempo di fare acquisti. Qui ci vogliono altri negozi, abbassando gli affitti. Punto». Si parla anche di un’altra gioielleria e di un negozio di elettronica nello spazio lasciato vuoto da Coin al piano terra, anche se per chi opera nella galleria la prima esigenza per creare un po’ di “giro” sarebbe la riapertura di un bar.







