MESTRE - Se hanno deciso di passare la mano, dovevano avere le loro buone ragioni. Perché l'AquAlta, il locale aperto il 31 marzo 2012 dalla famiglia Fontana sotto ai portici in piazza Barche al civico 37, è un gioiellino che hanno coccolato e fatto crescere negli anni, fino a diventare uno dei locali di tendenza per i giovani e i professionisti mestrini. Da qualche giorno, però,la gestione è passata di mano ad una famiglia cinese che ha comunque deciso di mantenere lo stile e gli standard del wine bar creato su progetto dello studio Wagner & associati, riportando alle antiche memorie del bacaro veneziano, tra vetro di Murano, legno eroso dal tempo, bricole, cemento e ferro. Ma, appunto, il cambio e la stanchezza accumulata negli ultimi anni hanno lasciato il segno.

«Avevamo un altro locale in un Comune vicino, ma ne cercavamo un altro in una bella posizione e, soprattutto, che fosse ben tenuto» spiega Vanessa Chen, la 22enne figlia della coppia cinese che ha rilevato AquAlta. «Arrivata l'occasione di cedere l'attività l'abbiamo presa al volo, come del resto sono pronte a fare quasi tutte le attività nel centro di Mestre - spiega Vittoria Uccelli che, con la famiglia Fontana, ha messo l'anima e il cuore dentro a questo locale, dopo aver gestito in precedenza anche l'omonima trattoria di Campalto -. La verità è che il lavoro è cambiato, che si fatica a trovare personale affidabile, che i costi sono proibitivi a fronte di incassi che scendono». Anche per un locale che va bene come AquAlta? «Mi sono trovata a fare doppi turni, a massacrarmi di lavoro anche per 14-15 ore al giorno - risponde Vittoria che, in questi giorni, sta passando le consegne ai nuovi gestori -. Tre anni fa ho avuto dei problemi di salute ma, invece di stare in convalescenza, dopo 10 giorni sono dovuta tornare al lavoro. Per fortuna abbiamo trovato questa bella famiglia che ha capito il valore di questo locale. E Vanessa è bravissima».