Ravenna, 5 agosto 2026 – Prima le rassicurazioni, poi la beffa. E quando il castello di carte ormai vacilla, persino il sarcasmo. “Lei è la ventesima persona che ho truffato questa settimana”. Dall’altra parte del telefono, racconta Paola D’Angelo, non c’era nemmeno il tentativo di negare. Anzi. Chi si presentava come gestore del fantomatico “Residence Ferrino” di Milano Marittima avrebbe rivendicato con cinismo il raggiro, aggiungendo un’altra frase destinata a restare impressa: “Denunci pure a chi vuole, tanto i vostri soldi sono già in Lituania”.
Il racconto della turista
La turista, milanese, aveva organizzato una vacanza in Romagna insieme ai tre figli. “Vengo qui da anni – racconta – e non avrei mai immaginato di ritrovarmi in una situazione del genere”. Il primo contatto risale al 14 luglio. L’annuncio compare su Booking, accompagnato da un sito internet curato nei dettagli, con immagini, descrizioni, consigli sulle spiagge e perfino suggerimenti sugli stabilimenti balneari. “Sembrava tutto perfetto. Mi ha risposto una signora italiana, molto gentile. Mi ha inviato un preventivo fatto bene e mi ha chiesto 170 euro di acconto”. C’è però un particolare che oggi, col senno di poi, assume un peso decisivo. Una foto di repertorio della Riviera












