Deutsche Bank ha chiesto un risarcimento danni a quattro ex manager che sostengono di essere stati ingiustamente accusati di essere coinvolti nell'operazione Santorini, ossia il caso dei derivati con Mps.
L'istituto di credito tedesco nega le accuse di aver orchestrato per anni un piano per addossare loro la colpa e ora ha presentato una controquerela, secondo quanto emerge da un documento depositato in tribunale e visionato da Bloomberg.
Le accuse sono definite «infondate» e pertanto «vengono respinte», hanno dichiarato gli avvocati di Deutsche Bank nel documento.
La banca ha negato di aver cospirato contro i suoi ex dipendenti, affermando che le loro condanne e le successive assoluzioni sono state il risultato dell'interpretazione dei principi contabili da parte dei tribunali italiani e non hanno nulla a che vedere con «atti o omissioni» dell'istituto di credito.
Michele Faissola, ex responsabile del settore asset e wealth management di Deutsche Bank, ha citato in giudizio la banca lo scorso anno a Londra per 473 milioni di sterline assieme a tre ex colleghi: Ivor Scott Dunbar, ex co-responsabile dei mercati dei capitali globali; Matteo Angelo Vaghi, che in precedenza guidava la divisione vendite della banca in Italia; l'ex account manager Marco Veroni.








