Di: Francesco Lepori Otto milioni e 400mila euro. Tanto sarebbero riuscite a rastrellare, tra il 2020 e il 2023, le tre persone che presto compariranno alle Assise Criminali. “Bridge” il nome del fondo usato come esca, e presentato in pompa magna nelle sale di un grande albergo luganese.Ai clienti – sostiene la procuratrice Chiara Borelli – venivano promesse rendite fino al 5% mensile e al 71% annuo, garantendo al contempo la copertura (parziale o totale) del capitale. Quando versati, gli interessi erano invece il frutto del denaro raccolto a spese di altri risparmiatori. Insomma, il classico “schema Ponzi”.I danneggiati (in buona parte ticinesi) sarebbero quasi 150. Conoscenti, amici, famigliari. Gente legata alla cerchia dei tre, che secondo la procura avevano creato una vera e propria “rete di agenti”. Ai malcapitati veniva proposta la sottoscrizione di un contratto, affinato nel corso degli anni attraverso formule sempre più altisonanti. Non solo: per rassicurarli si offriva loro la possibilità di monitorare, con un’applicazione informatica, la crescita del patrimonio. In realtà – scrive Borelli – altro non era che un paravento. Il presunto software riportava cifre inventate alla bisogna.Tre, come detto, gli imputati rinviati di recente a giudizio: due (domiciliati in Ticino) sono da tempo a piede libero. Il terzo, un 39enne italiano, si trova tuttora dietro le sbarre. A capo del gruppo ci sarebbe stato proprio lui; unitamente a una coppia di cittadini indiani residenti oltre confine, ad oggi latitanti. Il reato ipotizzato è quello di truffa per mestiere. La Corte, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, sarà composta anche dagli assessori giurati. Borelli intende chiedere infatti pene superiori ai cinque anni di carcere.TG Flash delle 18.00 del 31.07.2026
Alla sbarra per una truffa da otto milioni - RSI
Truffa da 8,4 milioni con schema Ponzi: tre imputati alle Assise Criminali ticinesi per aver raggirato quasi 150 risparmiatori tra il 2020 e il 2023.









