Sensori di ultima generazione da installare nelle aree ritenute “sensibili” per poter verificare se, effettivamente, ci siano delle oscillazioni. E poi capire se si tratta di un fenomeno normale che si osserva in tutti gli edifici, pubblici o privati che siano, o se quei movimenti siano da ritenere oltre il livello di guardia. È una delle attività comprese nelle rilevazioni tecniche affidate dall’Asl di Salerno all’ingegnere struttirista Paquale Aniello Crocamo, che hanno avuto inizio lunedì mattina presso l’ospedale di Battipaglia. Un’attività urgente che, domenica sera, ha determinato lo sgombero del Santa Maria della Speranza per permettere l’effettuazione delle valutazioni tecniche necessarie in totale sicurezza, e dunque in assenza di degenti e personale in servizio.
A far scattare l’allarme sono state delle crepe osservate dal personale in servizio nell’ala dell’ospedale che ospita il reparto di ginecologia e ostetricia, la rianimazione e il pronto soccorso pediatrico. Lesioni che sarebbero più marcate man mano che si sale dal piano terra al quinto piano. Una situazione che aveva determinato il coinvolgimento dei vigili del fuoco i quali stabilirono, con una propria relazione consegnata all’Asl, che era opportuno effettuare immediate verifiche tecniche inerenti l’origine di quelle crepe e la complessiva staticità della struttura ospedaliera. In appena sei ore i pazienti ricoverati, una sessantina in totale, erano stati trasferiti senza particolari difficoltà presso i presidi di Eboli e Roccadaspide.Luigi “Luca” Esposito, liberata la salma del giornalista: giovedì mattina i funeraliI piccoli della terapia intensiva neonatale hanno trovato accoglienza a Nocera Inferiore mentre il Curto di Polla ha aperto le porte alle degenti della ginecologia. Scelte dovute alla necessità di spostare i pazienti in reparti “gemelli” a quelli battipagliesi, allo scopo di garantire loro il medesimo tipo di assistenza, in termini di personale specializzato e attrezzature mediche. La attività Al momento, ma si tratta ancora di una prima indicazione sommaria che andrà poi confermata dalla relazione tecnica conclusiva dell’ingegnere Crocamo, pare che non ci siano collegamenti tra i cedimenti di telai e controsoffittature delle scorse settimane e le crepe individuate nei pilastri della struttura. Nel primo caso, infatti, si tratterebbe di distacchi superficiali che nulla avrebbero a che fare con questioni più serie e profonde. Per quanto concerne, invece, le valutazioni sulla stabilità della struttura c’è una finestra temporale abbastanza ampia richiesta dal professionista che se ne sta occupando. Si parte da un minimo di due settimane, estendibili, in caso di necessità, anche fino a un mese. Molto dipenderà dall’avanzare dei rilevi e dalle prime indicazioni che ne verranno fuori. Proprio l’installazione dei sensori potrà fornire le risposte necessarie indicando all’Asl quali saranno gli interventi necessari per ripristinare condizioni di assoluta sicurezza in vista dell’auspicata ripresa delle attività. Al momento, per almeno due settimane, l’ospedale di Battipaglia resta quasi fermo.Resta attivo il pronto soccorso, ma solo per arrivi privati - il 118 è già da giorni dirottato presso i reparti emergenziali di altri nosocomi - i laboratori e la radiologia a servizio delle attività di primo soccorso quando necessarie. In questo solco si inserisce la nascita avvenuta ieri proprio a Battipaglia dove una donna è arrivata in mattinata in pieno travaglio. Non c’è stati tempo di trasferirla e il parto è avvenuto a Battipaglia, mamma e piccola sono in piena salute e in seguito ai primi accertamenti sono state trasferite presso il Curto di Polla. Dopo l’interrogazione presentata dai consiglieri regionali forzisti Celano e Minella al presidente Fico, arriva la risposta del consigliere regionale Andrea Volpe: «Il presidente Fico segue l'evolversi della vicenda, con massima attenzione, sin dai suoi inizi . Oggi, al netto delle responsabilità e degli eventuali ritardi e criticità, dobbiamo concentrarci a garantire i servizi alle persone in questa fase delicata e procedere con tutte le analisi tecniche e le attività consequenziali del caso allo scopo di restituire piena funzionalità all’ospedale».









