Lo studente palestinese Fares AlFarra dell’Università di Bari racconta perché trovare un appartamento in Italia non significa soltanto avere un tetto sopra la testa, ma rappresenta la possibilità concreta di mettere in salvo la propria famiglia da Gaza. Una storia che invita a riflettere sul significato dell’essere fuorisede quando alle spalle si lascia una guerra.

Valigie piene, buste e tutti gli oggetti personali nel beauty case. No, non stiamo partendo per le vacanze. Stiamo ristabilendoci a casa, ma c’è chi una casa ancora non ce l’ha.

Ogni anno, prima di agosto, gli studenti universitari fuorisede in Italia si trovano davanti a un quesito. La prima opzione è pagare un affitto di 50 euro, nel caso dell’Università della Calabria, e rimanere negli alloggi universitari, come ci raccontano alcuni ex studenti cubani ed ecuadoriani. L’alternativa è lasciare gli alloggi universitari per tornare nelle proprie case d’origine. Possibile se vivi in Italia o in un Paese estero che non è sotto attacco.

Ma cosa succede se vieni da Gaza, ad esempio? Lo studente palestinese di Scienze Politiche all’Università di Bari, Fares AlFarra, racconta la sua esperienza sui social.

Scappato dai bombardamenti israeliani a Gaza insieme al fratello Tarek, studente universitario a Torino, spiega in un video sui social la loro soluzione per poter avere un tetto sopra la testa prima della ripartenza delle lezioni.