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Rinaldo Frignani

Bulgaria, gli ultrà hanno provato a entrare nell’hotel di Bansko che ospitava 300 giovani, 80 italiani

Nel febbraio scorso un turista israeliano era stato massacrato di botte davanti ai figli perché con la sua comitiva stava cantando un inno ebraico. Già allora Bansko, località sciistica in Bulgaria, molto frequentata e gemellata con analoghe stazioni europee, era finita alla ribalta delle cronache, anche perché in alcuni negozi vengono venduti gadget e souvenir con svastiche, aquile e il volto di Adolf Hitler. Ma quello che è successo la sera di domenica scorsa ha fatto scattare l’indignazione in tutta Europa: una decina di ultrà neonazisti, con magliette nere con l’immagine di un teschio, hanno tentato di assaltare l’hotel dove alloggiavano circa 300 ragazzi ebrei provenienti da diversi Paesi europei — 80 dei quali italiani, da Milano e Roma, fra i 15 e i 16 anni — che stavano concludendo la loro esperienza di due settimane nel campo scout Sayarim organizzato dall’associazione giovanile sionista del World Bnei Akiva.

Quest’anno, per l’iniziativa che ha anche lo scopo di rinforzare il legame dei giovani con l’ebraismo e stringere nuove amicizie, era stata scelta Bansko, con rigide misure di sicurezza, una serie di accompagnatori e anche personale di vigilanza nella struttura. Che ha evitato il peggio, perché il gruppo, come mostrano alcuni video pubblicati sul web, ha dapprima scandito slogan nazisti — «Sieg Heil!» — quindi ha fatto il saluto con il braccio teso, ma ha anche provocato i giovani ebrei affacciati alle finestre urlando in inglese contro di loro: «Dai scendete!». La polizia è accorsa e gli assalitori sono andati via, ma poi sono tornati più tardi per ripetere l’azione cercando di forzare un ingresso secondario dell’albergo che però era stato bloccato. Il sospetto, visti i precedenti nella cittadina, è che il raid sia scattato dopo che qualcuno aveva visto i ragazzi passeggiare indossando la kippah, ma non si escludono anche altre ipotesi. Non ci sarebbero comunque collegamenti con ambienti neonazisti in Italia o in altri Paesi. Sul caso la polizia bulgara ha aperto un’indagine mentre lunedì scorso, come da programma, i ragazzi sono tornati a Sofia e quindi a casa. Ma piuttosto provati da quanto accaduto sulle montagne bulgare del Pirin in quella che doveva essere una vacanza fra trekking e condivisione.