L'editoriale
Gianluca Pontecorvo
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A Sofia, un gruppo di naziskin con le magliette nere e il teschio ha tentato di forzare l’ingresso di un albergo che ospitava decine di adolescenti ebrei italiani, arrivati da Roma e Milano con i loro educatori al termine di un campeggio estivo del movimento giovanile Bnei Akiva. Braccia tese, urla di «Sieg Heil», l’intero repertorio nazista esibito senza vergogna nel cuore dell’Europa e nel 2026. La polizia è intervenuta, ma non è bastato: gli aggressori sono tornati, hanno bloccato di nuovo gli accessi, hanno continuato a minacciare. Ragazzini indifesi, assediati in un Paese dell’Unione europea.
Un’aggressione neonazista










