Da ieri, 3 agosto, la bancarella che vende souvenir è tornata nei pressi dell'Arco di Costantino: atteso nei prossimi giorni il ritorno di altre 58 attività, sparse per il centro storico, ma resta ancora aperto il nodo del "sì" dalla Soprintendenza

Dopo 11 anni di assenza, la prima bancarella di “urtisti” è tornata davanti al Colosseo. A consentirlo è stata una sentenza del Consiglio di Stato del 28 luglio, che ha accolto il ricorso degli operatori e disposto il temporaneo reinsediamento nelle postazioni originarie, dalle quali mancavano dal 2014. Così dal 3 agosto, passeggiando lungo le mura del Colosseo, a Roma, in prossimità dell’Arco di Costantino, è possibile vedere l’attività di vendita di souvenir dei cugini Giacomo e Angelo Sonnino. «Ho fatto fatica a dormire per l’emozione», ha raccontato a Open il primo. Una storia per il momento a lieto fine, dietro la quale potrebbero però celarsi ancora diverse insidie.

Il ritorno al Colosseo

L’emozione è ancora palpabile: «È una bella soddisfazione rimettere piede in un posto in cui hai passato gli anni della gioventù. Io avevo cominciato a lavorare qui quando avevo 20 anni», racconta Giacomo, mentre il figlio David, oggi 30enne, continua a buttare un occhio sulla bancarella. E poi, confessa: «L’altra sera non ho dormito». Un’attività che si e tramandata a lungo, di generazione in generazione, e che ora ha fatto ritorno là dove tutto era iniziato per i due cugini Sonnino, in attività da quasi 40 anni.