Ci sono libri che si leggono e libri che, quasi senza accorgersene, illuminano. Lo zen e l’arte di andare a funghi di Matteo Righetto (Feltrinelli) appartiene alla seconda categoria. Non è un manuale, non è una guida. La ricerca dei funghi è (ovviamente) solo un pretesto per esplorare la natura e l’interiorità umana. Il vero protagonista è il bosco, inteso come luogo dell’anima, dove imparare a fermarsi, osservare, ascoltare e ritrovare quel dialogo con se stessi che la vita quotidiana, sempre più veloce e rumorosa, tende a soffocare.

Matteo Righetto, lo zen e l’arte di andare a funghi

Scrittore e profondo conoscitore della montagna (é una guida alpina), Righetto, 54 anni, costruisce un manifesto di lentezza e riflessione, senza cadere nella (facile) retorica o nelle (solite) formule del benessere. Lo fa attraverso immagini semplici e potenti, che parlano tanto agli amanti della natura, quanto a chi il bosco lo incontra solo come metafora di un percorso interiore. Ne parlerà a Padova, al Festival della Consapevolezza, dedicato al tema del “Potere del fare”, il prossimo 20 settembre.

Matteo Righetto: «Il bosco è il cammino della vita»

(Getty Images)