La consegna alla città e alla provincia di una stazione ultimata e con l’ingresso alternativo realizzato, quello del cosiddetto ribaltamento dal lato delle cave di Marco Vito, sarebbe stata provvidenziale per affrontare il picco di viaggiatori e turisti in arrivo a Lecce. E invece è ancora il tempo di sguardi persi nel vuoto, confusione, necessità di assistenza per i disabili e sudore, tanto sudore, sotto il sole che batte come non mai.
La fanno invece ancora da padroni i percorsi provvisori e a ostacoli, nessun ascensore, le strettoie sulle scale dove si procede uno per volta, alternando le direzioni, dovute ai tanti cantieri aperti in contemporanea, difficoltà a rintracciare i display con le informazioni sui treni, impossibilità di ascoltare gli annunci e di capire che la biglietteria è dislocata in un container a parte, nel piazzale di viale Oronzo Quarta. E un cantiere esterno che, nonostante le rassicurazioni, pare abbastanza lontano dall’essere completato.
La data ipotetica di fine lavori sarebbe stata quella di ieri, lunedì 3 agosto, ma la giornata è passata senza nessun annuncio. C’è solo la vaga intenzione di convocare un sopralluogo tecnico per valutare lo stato di avanzamento, che al 19 giugno era dato al 95 per cento. È vero che nella stessa occasione il sindaco Adriana Poli Bortone aveva indicato la necessità di uno slittamento ulteriore, ma per lavori che sarebbero stati definiti «rifiniture». Sembra invece tutto ancora in alto mare o quanto meno non di immediata conclusione. La nuova data ufficiale di apertura ancora non c’è e questa volta sia dalle parti di Rfi che dal Comune nessuno si sbilancia.








